Mi chiamo Paola, ho 27 anni, sono una bella ragazza alta, mora, occhi scuri, seno prosperoso di una quarta molto piena; il resto del corpo è ben proporzionato: ho un culetto molto bello che attrae lo sguardo dei maschi allo stesso modo delle mie cosce, che sono lunghe e ben tornite. Da sei anni, sono sposata con Francesco, un bel maschio che a malapena riesce a soddisfare la mia irrefrenabile voglia di sesso. Quando scopo con lui lo riduco sempre tipo un limone spremuto. Ho sempre avuto questa particolare esuberanza sessuale; infatti, a diciannove anni, quando ho conosciuto mio marito, di cazzi ne avevo presi già molti, succhiati tantissimi e, con lui, ho anche scoperto il piacere anale e, devo dire ne godo molto anche con questo buchetto. Naturalmente mio marito è consapevole della mia voracità sessuale e, per vero, non mi ha mai posto alcun limite, ma pretende sempre di esser tenuto informato nei minimi particolari ogni qualvolta gli metto le corna. Di recente poi, per la prima volta, ho assaggiato non uno, ma due meravigliosi maschi black. È avvenuto tutto in maniera molto casuale. Mio marito mi aveva chiesto di aspettare due operai che sarebbero venuti a montare un cavo per la fibra ottica, per una miglior connessione ad internet. Ero seduta sul divano ed avevo indosso dei pantaloncini di jeans cortissimi, con sopra un top aderentissimo, che modellava il seno quasi fosse una seconda pelle. Calzavo dei sandali a zeppa, alti, che inarcavano bene il mio meraviglioso culetto, quando ho sentito suonare alla porta. Ho aperto e mi son trovata davanti due bei maschioni dalla pelle nera come la notte. Li ho accolti cordialmente e, subito dopo, si son messi a lavorare; io, invece, mi son seduta di nuovo sul divano e subito, senza rendermene conto, ho cominciato ad ammirare quei due splendidi maschi, che indossavano delle t-shirt molto aderenti, sotto cui si intravedevano dei pettorali notevoli e perfettamente scolpiti. La mia lumachina ha preso a schiumare in una maniera pazzesca e, nella mia testa, ho cominciato a costruire le scene erotiche più impensabili. Li guardo attentamente e vedo che, sicuramente, dovevano esser ben dotati, perché presentavano dei pacchi già consistenti ed io, per un attimo, già mi vedevo in ginocchio a succhiare le loro grosse mazze. Ho un po’ lasciato perdere per una ventina di minuti, ma poi mi son resa conto di aver già le mutandine completamente inzuppate; così, mi son alzata ed ho chiesto loro se desiderassero un caffè; hanno accettato subito. Si son seduti un attimo sul divano ed il loro fisico era talmente ben evidente che non riuscivo a staccar lo sguardo; mentre li osservavo sorseggiare il caffè, ho cominciato ad accarezzarmi i capezzoli, che ormai erano perfettamente visibili, sotto la sottile stoffa del top. Si sono scambiati un’occhiata ed uno dei due, quello completamente calvo, ha capito subito che avevo voglia di cazzo; ha fatto un bel sorriso ed ha cominciato a dirmi delle cose, che mi hanno veramente fatto sbrodolare. All’inizio erano complimenti, ma quando si è reso conto che ero veramente in calore, ha cominciato a darmi della troia ed io ho preso a godere per davvero.
«Guarda che bella porcona che sei! Una bella troia che ha voglia di cazzo! Te lo metterei tra quei seni e te lo farei ciucciare come un biberon!»
Ormai in preda ad una vera e propria ondata di lussuria sfrenata; ho preso a leccarmi le labbra e l’altro si è alzato e si è seduto accanto a me; con un semplice gesto mi ha sfilato il top. Subito ho sentito le sue mani grosse e forti, stringere con decisione i miei seni e tenere tra le dita i capezzoli ormai grossi e duri. Ho sorriso e lui subito si è abbassato; la sua bocca vorace ha iniziato a succhiarli e li stringeva tra i denti, mentre mugolava soddisfatto. L’altro non è certo rimasto a guardare: si è avvicinato a me, ha appoggiato entrambe le mani sulle mie cosce e, dopo averle accarezzate, le ha fatte risalire fino alla cintura dei pantaloncini; poi, con un gesto molto rapido, me li ha sfilati insieme alle mutandine, ormai completamente fradicie. Mi ha guardato, ha sorriso ed ha avvicinato la bocca alla mia fighetta fradicia; si è messo ad annusare il mio odore, mentre io desideravo ardentemente sentire la sua lingua tra le pieghe della mia ostrica.
«…umhm…Dai, che aspetti? Leccami, che ho una voglia pazza! Fammi sentire la tua lingua!»
Ero in preda ad un desiderio incontrollabile. Lui ha sorriso ancora un po’ e poi ho avvertito la sua lingua che si muoveva in maniera molto esperta tra le pieghe della mia figa; poi le sue labbra hanno imprigionato il mio clitoride ed ha preso a succhiarlo forte, facendomi godere quasi all’istante.
«Sì, porco! Così, mi piace! Dai, maiale, che mi fai godere! Ora vengo!»
Credo di avergli spruzzato in bocca un’ondata di miele pazzesco, cosa che lui ha leccato e raccolto tutto, fino all’ultima goccia. L’altro intanto si è alzato in piedi e, quando ha aperto i pantaloni, sono rimasta sconvolta da ciò che mi son trovata davanti. Un vero e proprio palo di carne nera, con delle venature, che lo rendevano ancor più desiderabile, molto lungo, dallo spessore uguale al mio polso e, in cima, una cappella enorme, grossa e di colore rosa. Subito dopo me lo ha infilato in bocca, mi teneva la testa bloccata cercando di spingerlo il più possibile nella mia gola.
«Dai, troia, succhiamelo che poi te lo farò sentire tutto dentro; sei una puttana che ha bisogno di esser aperta come si deve, da due cazzoni come i nostri. Adesso te lo facciamo noi un bel lavoretto e, questa sera, quando torna il cornuto di tuo marito, potrai verificare quanto ne sarà contento!»
Da abile fellatrice, quale sono, con un po’ di pazienza son riuscita a prenderne in bocca ben oltre la metà di quella verga e, già questo, ha un po’ suscitato il suo stupore e, soprattutto, il suo piacere.
«Accidenti, che troia che abbiamo! Immaginavo che potesse piacerti il cazzo, ma… guarda come se lo infila tutto in gola?! Che troia stupenda!»
Ero impazzita! Mi sentivo veramente una troia e volevo esser trattata da tale. L’altro, intanto, dopo avermi leccato ancora un po’, mi ha scosciato del tutto ed ho sentito qualcosa di enorme premere tra le labbra della mia vagina; un attimo dopo, ho avuto come l’impressione di esser penetrata da una mano, per quanto l’ho sentito grosso; mi ha aperto, dilatato e sfondato nello stesso tempo. Ho urlato un po’ per il dolore e, subito dopo, a seguito del sopraggiungere di un immenso piacere, mi son ritrovata a dirgli che doveva spingermelo dentro quanto più possibile.
«Cazzo, fa piano che mi squarti! Dai, dammelo tutto! Me lo devi dare tutto! Spingimelo tutto dentro! Mi spacchi, ma… cazzo, vengo ancora!»
Subito dopo ho ripreso a succhiare anche l’altro e intanto il tizio ha cominciato a pomparmi con estremo vigore, spingendo con forza il suo membro dentro il mio corpo; dopo varie spinte, ho sentito il contatto diretto con lui ed ho avuto un orgasmo al solo pensiero di averlo tutto dentro; in quel momento, mi son veramente sentita una grandissima troia e ne ero estremamente fiera. Mi pompava con forza mentre ero distesa sul divano, con i seni che sballottavano su e giù e la gola sfondata dal cazzo dell’altro, che, di tanto in tanto mi pizzicava con forza un capezzolo, facendomi provare quel misto di dolore/piacere incredibile.
Ho avuto alcuni orgasmi in rapida successione e senza soluzione di continuità, poi, il tizio che mi stava scopando mi ha sollevato di peso e si è alzato; si è seduto sul divano e mi son ritrovata impalata sopra un enorme totem di carne dura, che mi sfondava tutta. L’altro si è posizionato dietro di me e, in un attimo, ho realizzato che me lo avrebbe messo nel culo; in quel preciso momento ho avuto anche un po’ paura.
«Oh, cazzo, nel culo no! Mi piace la doppia, ma due grossi così non li ho mai presi; ti prego, fa piano! Cazzo, fa piano, che mi mandi all’ospedale!»
Devo dire che è stato veramente bravo; ha lubrificato per bene il mio buchetto con la saliva e poi, un po’ per volta, ha preso a far entrare quella enorme sciabola nera, che mi ha veramente spaccato in due; dopo qualche minuto, hanno preso a pomparmi in una maniera incredibile, ben sincronizzati e, anche in questo caso, ho goduto così tanto, che son quasi svenuta. Ad un tratto, son rimasti entrambi immobili e, subito dopo, una cospicua ondata di calore ha riempito il mio corpo, sia davanti che dietro. Me ne hanno pompata dentro una quantità industriale e, non contenti, mi hanno spinto in ginocchio, sul pavimento e, entrambi in piedi, mi hanno schizzato in faccia e sulle tette le ultime tre sborrate, che erano anch’esse colossali. Son rimasta distesa sul pavimento, scossa da fremiti di piacere, che avevano assalito il mio corpo in maniera incontrollata. Essi hanno sorriso, poi hanno rimesso i loro grossi membri dentro i pantaloni e quello calvo si è avvicinato a me.
«Dì a tuo marito che la fibra è a posto ed anche tu sei a posto; da tre giorni ci aveva chiesto di non scopare, in modo da poterti riempire di sborra il più possibile. Ci ha assicurato che avresti fatto la troia con noi e… quando vuoi, siamo sempre a tua disposizione.»
Son rimasta stupita dalle loro parole e, per una ventina di minuti, non ho avuto la forza di alzarmi dal pavimento. Stavo seduta a cosce larghe e sentivo colare la loro sbroda dai miei buchi, completamente dilatata; tenevo la testa appoggiata sul divano e gli occhi chiusi, ed è così che mi ha trovato mio marito quando è tornato. Appena entrato, è corso subito da me e mi ha guardato dritto negli occhi.
«Adesso, mentre mi diverto a leccare i tuoi buchi, tu mi racconterai tutto, vero?»
In quell’istante l’ho adorato. Come si può non amare un uomo che ti fa un regalo simile? Appena il bruciore che avverto nei buchi sarà passato, voglio rifarlo.
