Mi scopo la gemella.



Sono Mirko, ho 22 anni, sono alto m. 1,85, biondo, occhi chiari. Ho un bel fisico perché pratico nuoto da tanti anni. Sono uno studente universitario e frequento la facoltà di medicina. Abito ancora con mia madre e mia sorella gemella. Nostro padre è deceduto sei anni fa, a causa di una malattia che, in pochissimi mesi, lo ha ucciso. Mia sorella Daniela è fisicamente alta come me, bionda ed ha gli occhi azzurri come i miei. Per il resto, il suo corpo è davvero stupendo. Ha un bel seno tondo e grosso, una quarta piena, labbra molto carnose incorniciano una bocca ampia. Le cosce sono molto snelle ed il culo è da sballo! Tondo, alto e sodo, che lei evidenzia con indumenti molto attillati. Lavora come ragioniera in uno studio di consulenza fiscale. Fra di noi vi è quel legame che contraddistingue i gemelli. Di recente, sia lei che io, abbiamo troncato con i nostri filarini. Il suo lui era un perfetto idiota: gelosissimo al punto da esser asfissiante, la assillava con la sua gelosia, accusandola sempre di qualcosa che lei, in realtà, non aveva fatto. Alla fine e per fortuna, lei lo ha mandato al diavolo, dopo l’ennesima lite in pizzeria, davanti a tutti. Con la mia, invece, è finita per un altro motivo. Era molto carina, dolcissima e brava, ma era anche quanto di più casto sia mai apparso sulla terra. Dopo tre mesi insieme, ci eravamo solo dati dei baci in bocca. Quando mi son permesso di appoggiarle la mano sul mio cazzo duro, mi ha guardato stupita e poi mi ha mollato un ceffone, insultandomi.
«Porco! Maiale, pervertito! Con chi credi di aver a che fare? Io non le faccio certe cose! E poi hai un mostro dentro quei calzoni: ti aspetteresti che io lo prenda in considerazione? Scordatelo! Con me hai chiuso!»
Se n’è andata, impettita ed io mi son domandato: come ho fatto a resistere tanto! Al diavolo! Ma chi sei: una suora? Magari! Forse una suora sentendo i miei 20 e più cm. di cazzo, li avrebbe apprezzati!
Così, questa mattina, sono rimasto a letto. È un sabato, non ho lezioni e nemmeno voglia di alzarmi. All’improvviso mia sorella è entrata in camera mia, senza preoccuparsi di quello che stavo facendo. È andata alla finestra e si è missa a guardar fuori, io mi sono sollevato sui gomiti e, infastidito per quella sua irruzione, ho chiesto il motivo.
«Cosa diavolo stai facendo? Perché sei qui? Che vuoi da me? Lasciami in pace, che voglio dormire!»
Lei mi ha detto di aspettare, senza girarsi, ma continuando a guardar fuori.

«Cosa stai guardando?»
Lei, sempre guardando fuori, mi ha risposto.
«Guardo mamma che sta andando al lavoro.»
«Sì, certo che va al lavoro. Ci va a quest’ora tutte le mattine. Oggi che cosa ha di diverso?»
Lei, dopo essersi accertata che se n’era andata, si è avvicinata al mio letto e solo allora ho notato che indossava una vestaglia di seta rosa, molto corta, che non copriva granché.
«Si può sapere cosa cerchi questa mattina?»
Si è seduta sul letto ed ho potuto rilevare che, sotto, indossava solo un esiguo perizoma. Il mio cazzo nudo, sotto il lenzuolo, ha avuto un sussulto. Lei ha sorriso facendo la finta tonta.
«Vai sempre a dormire senza niente addosso?»
Io l’ho guardata in faccia, un po’ infastidito.
«E tu come lo sai? E poi cosa te ne importa?»
Lei mi ha guardato con i suoi splendidi occhioni azzurri e, sorridendo, mi ha risposto.
«Perché, caro il mio fratellone, riesco a vedere attraverso le lenzuola! E poi voglio chiederti una cosa.»
Era una mattinata molto calda e un lenzuolo era tutto quello di cui avevo bisogno, non facevo niente per coprirmi, se lei potesse vedere o no, non mi importava più di tanto.
«Cosa vuoi sapere?»
Lei ha esitato un attimo, poi, sorridendo ha iniziato a parlare.
«Come ben sai, il fatto che siamo gemelli ci permette di sentir le emozioni che ciascuno di noi prova singolarmente, e questo ci rende speciali. Tu hai capito che ero triste e che mi ero immersa nella vasca da bagno per rilassarmi e dimenticare quel cretino. Quando sei entrato, ho notato la fugace occhiata che mi hai rivolto. Ho capito che volevi solo sincerarti che stessi bene. Il fatto che mi hai visto nuda nella vasca, però mi ha fatto pensare che, adesso, anche tu potessi aver bisogno di qualcuno che si prendesse cura di te, dal momento che ti sei lasciato con quella gatta morta e, nel caso che non avessi guardato bene, quando ero nella vasca, ho pensato che un bel ripassino potesse esserti utile.»
Senza aggiungere altro ha tirato il fiocco della vestaglia e l’ha lasciata scivolare dal suo corpo. La mia mente è corsa a lei nella vasca da bagno: effettivamente l’avevo vista nuda, ricoperta di schiuma e con gli occhi chiusi. L’ho osservata con il cazzo durissimo. Lei è rimasta immobile davanti a me, in piedi, in attesa di un mio gesto. Ho rimirato il suo corpo ben modellato, il seno in tutta la sua esuberanza. Le parti intime non erano completamente rasate, ma ben curate, insomma decisamente un bel vedere. Lei mi ha rivolto uno sguardo interrogativo.
«Allora? Che ne pensi? Sono bella?»
Io, stupito, non osavo pensare, perché, in alternativa, le sarei saltato addosso
«Certo che sei bella! Ma con questo, cosa vuoi da me?»
Lei mi ha fissato e poi con l’aria più innocente del mondo mi ha spiazzato.
«Non avresti voglia di scoparti tua sorella? Non mi risulta che con la santerellina hai fatto molto sesso, perciò sono qui per te!»
Son rimasto senza parole per quella sua sfacciataggine. Senza riflettere le ho risposto.
«Sì, mi piacerebbe scoparti! Sei davvero molto bella!»
Appena pronunciate queste parole, ho spostato il lenzuolo allontanandolo dal mio corpo nudo e lei ha avuto una esclamazione di sorpresa.
«Accidenti, che bel cazzone! Finalmente un bell’osso, dove poter affondare i denti!»
Mi son ripreso dallo stupore e l’ho invitata a farsi avanti.
«Dai, prendilo in bocca! Dai, che voglio sentire le tue labbra sul mio cazzo!»
Non se l’è fatto ripetere due volte. Si è messa di lato sul letto e se lo è affondato in gola: era davvero brava a succhiarlo.
«Brava, così, affondalo in gola! Cazzo come succhi bene! Ma quanti ne hai succhiati finora, per esser così brava!»
Ha sollevato lo sguardo verso di me, atteggiando il viso ad un sorriso, mentre proseguiva a darsi da fare con il mio cazzo, quasi lo avesse sempre fatto: mi ha succhiato bene ed a lungo. Io però non son rimasto passivo. L’ho rigirata e le ho infilato la lingua fra le valve della sua ostrica, più che profumata di femmina in calore. L’ho fatta godere anch’io con la bocca e lei ha urlato tutto il suo piacere.
«Sì, porco! Sei un demonio con la lingua! Cazzo, vengo! Mi fai godere! Se ti fermi, ti uccido! Dai!»
Abbiamo goduto di questo 69, in maniera davvero totale. Poi lei si è allungata più in alto sul mio corpo, baciandomi dappertutto, finché non è arrivata con la bocca davanti alla mia. I suoi occhi brillavano di piacere, mentre sciorinava un bel un sorriso.
«Ora, mio adorato stallone, ti cavalco. Tu resta fermo e lasciami fare. Lascia che io ti scopi con impeto, facendoti godere all’infinito.»

Ha sollevato le gambe e si è impalata su di me. Quando lo ha avuto tutto dentro, ha spalancato la bocca ed ha emesso solo un gemito.
«Ooohh, che bello! Che bel cazzo lungo: mi arriva fin in fondo!»
Ha preso a scoparmi con molto impeto e vigore. Era così arrapata che mi son chiesto quanto avrei potuto resistere, considerando che avevo le palle piene. La sua era una scopata violenta e ben fatta, come di chi ne fosse stato privo da un’eternità. Si muoveva avanti e indietro e da un lato all’altro. Il mio cazzo ondeggiava con lei, mentre raggiungeva orgasmi a ripetizione, senza soluzione di continuità. Sfinita, si è distesa su di me. Allora l’ho messa sotto di me ed ho preso a pomparla con più calma, affondando però tutto dentro di lei, che ha ripreso subito a godere.
«Ti piace, così? Lo senti bene o vuoi che cambiamo posizione?»
Mi ha guardato illanguidita.
«Ooooh sì, riesco a sentirlo tutto dentro di me! Mi arriva fin in fondo e mi riempie tutta! Dai, scopami ancora più forte!»
Ha aperto le gambe fino al limite possibile ed io ho aumentato il ritmo. Ha avuto un ennesimo orgasmo, che ha urlato a pieni polmoni.
«Vengo! Bellissimo! Vengo! Mio Dio, questo è stato il migliore, finora! Dai, ancora!»
Le ho sorriso mentre affondavo con gusto, dentro di lei.
«Quindi ti è piaciuto? Ne vuoi ancora?»
Mi ha guardato con il viso sfatto dal piacere.
«Sì, ancora! Dai, sì, fallo ancora!»
Ero al limite.
«Lo farei ma sto per venire. Sono troppo carico!»
Lei si è allungata verso di me e mi ha baciato sulle labbra,
«Vieni, dai vieni, fratellone mio. Inondami il ventre con il tuo seme, dai sborrami dentro!»
L’ho portata ad un nuovo orgasmo e poi son venuto dentro di lei. Mi son svuotato nella sua vagina che non è riuscita a contenere il mare espulso.
«Vengo! Adesso ti sborro dentro!»

Lei ha sollevato le gambe e le ha annodate sulla mia schiena, mentre urlava per il troppo godere. Mi ha tenuto abbracciato a lei, fin quando non siamo scesi dal “paradiso”. Siamo rimasti immobili per un po’, dopo di che lei mi ha fatto una domanda.
«Allora, fratellone, com’è stato? Ti è piaciuto scopare tua sorella?»
Le sorrido compiaciuto.
«Fenomenale! Unica! Stupenda! Non mi ero accorto, fino ad ora, che forse anch’io desideravo fare una scopata così bella con te!»
Siamo rimasti abbracciati per un po’. Poi lei ha ricominciato a baciare il mio corpo scivolando giù fino a riprendere in bocca il cazzo, che ha reagito all’istante, indurendosi rapidamente.
«Ma non sei ancora sazia?»
Lei mi ha sorriso maliziosamente.
«La mia patatina sì, ma il mio culetto è ancora vergine e non intendo farlo provare a nessuno altro: quindi, aprimelo tu, a dovere!»
È corsa fuori in bagno ed è tornata con una crema lubrificante. Ne ho spalmato un po’ sul suo forellino e sulla punta del mio cazzo, poi mi son disteso supino con la verga tesa in alto.
«Adesso sali su di me e impalati sul cazzo. Lo devi fare tu, lentamente, senza spingere o forzare. Fa con calma e vedrai che, alla fine, ti piacerà!»
Ha appoggiato la punta sul buchetto e poi, con una calma quasi serafica, salendo e scendendo sempre più in basso, se lo è inserito tutto nel culo.
«Oddio, mi sfondi! Non fa male, ma sento che mi riempie tutta. Muoviti piano.»
Lentamente mi son sollevato e l’ho messa di lato. Ho preso a limare il suo buchetto con calma, fin quando non ha preso a godere. Allora mi ha chiesto di pomparla più forte.
«Dai, spingimelo tutto dentro! Mi squarta, ma è bellissimo! Scopami forte! Dai, più forte!»
Ho iniziato a sbatterla con vigore e lei urlava per il piacere. Ero però ancora troppo eccitato e, alla fine, dopo un altro suo orgasmo, le son venuto nel culo. Siamo rimasti fermi, finché il cazzo non si è ammosciato ed è scivolato fuori da quel delizioso culetto.
E’ stato così che abbiamo iniziato a scopare tra noi, senza curarci troppo degli altri. Eravamo una coppia che si divertiva e basta.
Ci troveremo dei compagni e, forse, un giorno metteremo su delle famiglie, ma, al momento, la cosa non ci interessa: lei sta bene con me e io con lei e questo è tutto quello che c’importa.

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