La Suocera medico. Prima parte



Mi presento: sono Antonio, ho 31 anni, alto, moro, occhi scuri, un bel fisico tonico. Dai sei anni sono sposato con Rossella, una bella donna di 30 anni, alta, bionda, occhi azzurri, un bel seno, oltre a un culetto tondo e sodo. Siamo una coppia come tante, che vive, lavora e si diverte, quando può, con tanti amici. Abitiamo in un bell’appartamentino, che lei ha ereditato da sua nonna e noi lo abbiamo ristrutturato, rendendolo davvero carino. Sono orfano di padre da circa dodici anni e mia madre vive in un’altra città, assieme a mia sorella, mentre Rossella è figlia unica ed i suoi genitori vivono in questa città, non troppo lontano da casa nostra. Fin da quando l’ho conosciuta, mi son reso conto di avere una bella suocera e, dopo qualche tempo, ho preso coscienza che era anche più che sensuale. Mia suocera Daniela ha 51 anni e mio suocero 54. Daniela ed è un medico di base, mentre Piero, mio suocero, è geometra; sono veramente una coppia solare, sempre allegri, e ciò mi fa pensare che siano anche tanto complici tra loro. Daniela è una bella donna, per gli anni che ha: un bel seno di una 4a piena e, soprattutto, un culo bello alto, tondo e sodo, posto al culmine di due cosce lunghissime. Ha una bella bocca, ampia e carnosa, con labbra che invitano ad appoggiarvi l’uccello, per farselo succhiare. Anche lui ha l’aria di esser un bel porco e, con noi si è instaurata una certa armonia, la stessa che regna tra mia moglie e la sua famiglia. Un pomeriggio, di ritorno dal lavoro, mia moglie mi chiede di passare a casa dei genitori per prendere un cesto di fichi, che suo zio ha lasciato a casa loro. Suono e mi apre Daniela, mi accoglie con il solito sorriso, che infonde allegria. La saluto con un bacio sulla guancia, come consuetudine, e non posso far a meno di guardare dentro la camicetta, che lei indossa sempre un po’ sbottonata, in modo da farmi ammirare lo spacco del suo bel seno, ancora sodo. Mi invita ad entrare per un caffè ed accetto molto volentieri.
«Dai, bel ragazzo, vieni, entra, che ti preparo un buon caffè!»
Mi siedo in cucina e, tra una chiacchiera e l’altra, mentre lei mi volge le spalle per preparare il caffè, io le guardo di proposito tra lo spacco della gonna e mi eccito ad immaginare la mia mano che sale nello spacco, fino alla sua vagina. Ammetto che non è la prima volta che indugio con gli occhi sul corpo di mia suocera, perché è un po’ la copia di mia moglie, solo un po’ più grande e più matura, e questo mi intriga molto. Inoltre sono sempre stato convinto che sia una bella maialina e, per dirla tutta, credo che lei ed il marito siano proprio una coppia di porcelloni, perché ho appreso da mia moglie che, qualche volta, d’estate, frequentano delle spiagge nudiste e, la sola idea di immaginare mia suocera completamente nuda, me lo fa tirare all’istante. Anche lei si mostra abbastanza interessata a me e, mentre mi porge la tazzina del caffè, mi fa dei complimenti.
«Lo sai che hai proprio un bel fisico? Mi fa piacere sapere che mia figlia ha trovato un bel ragazzo come te, per marito!»
Mentre sorseggio il caffè, sorrido a quelle sue parole.
«Grazie, detto da una bella donna come te, mi fa davvero inorgoglire. Mi alleno molto per ottenere un fisico tonico, anche se, per qualche giorno, dovrò stare un po’ più tranquillo, visto e considerato che, all’ultima partita di calcetto, ho avuto uno strappo qui all’inguine, che ancora mi fa abbastanza male.»
Da buon medico, Daniela mi dice che vuole darmi un’occhiata e, così dicendo, si inginocchia davanti a me e, allargando le mie ginocchia, mette la mano tra il quadricipite e l’inguine. Ho un sussulto; il mio cazzo inizia reagire. Ero imbarazzatissimo perché, con i jeans un po’ stretti, si intravedeva il bozzo. Daniela, con grande professionalità, mi dice che così non riesce a sentire se c’è un accavallamento o uno stiramento all’altezza dell’inguine, così mi invita a seguirla nel piccolo ambulatorio, che ha in casa.
«Non sembra una cosa grave, ma attraverso la stoffa dei tuoi jeans, non riesco a farmi un’idea su cosa possa darti dolore. Vieni, seguimi un attimo e fammi dare un’occhiata più completa.»
Una volta dentro, mi abbassa la cerniera ed infila una mano, badando bene a non toccarmi il pene, ma, notando il mio imbarazzo, mi sorride, compiaciuta.
«Calma! Stai tranquillo: sono un medico.»
Io, senza riflettere, rispondo d’impulso.
«Sarà anche così, ma sei sempre mia suocera, con una mano nella mia cerniera aperta.»

Lei abbozza un sorriso, mentre il mio cazzo si impenna quando mi rendo conto di aver detto una grande cazzata. Lei mi guarda, accarezza per bene il mio inguine e mi tranquillizza.
«È solo una leggera contrattura, che passerà in un paio di giorni.»
Poi mi fissa con l’aria da vera maliarda.
«Adesso credo ci sia qualcosa di molto più urgente, che ha bisogno delle mie cure. Rilassati e lasciami fare!»
Si inginocchia davanti a me, mi cala i pantaloni e, con entrambe le mani, mi abbassa i boxer, scopre il mio pene, ormai duro, mi guarda negli occhi e, sorridendo maliziosamente:
«Caspita, che bel gioiello! Mia figlia mi aveva detto che sei ben messo, ma non immaginavo ce l’avessi così! Ad occhio e croce saranno una ventina di centimetri, è, più o meno, lungo come quello di tuo suocero, ma il tuo si presenta più grosso per spessore!»
Subito dopo, ne avvicina la punta alle sue labbra e, con la lingua, mi dà una bella leccata sul glande; vedo che resta colpita dal sapore. Noto che lo guarda, lo stringe tra le mani e poi comincia a lavorarlo con lingua e bocca, in maniera davvero stupenda. Io non riesco a fare e dire nulla. La sua bocca sale e scende su tutta l’asta. Ho il pene pieno della sua saliva. A questo punto, perdo ogni freno inibitorio, appoggio la mano sulla sua nuca e le impongo una leggera pressione, Daniela mi guarda con occhi furbi, apre leggermente le labbra ed affonda il mio membro fin in gola. Mia moglie è molto brava a far pompini, ma mi rendo subito conto che sua madre lo è davvero molto di più. Lo lascia scivolare tutto in gola e, quando la punta del suo naso batte contro il mio inguine, lei sfila la lingua e, con la punta, va a leccare le mie palle, mentre tiene la mia verga ben piantata in gola. Sono estasiato ed esterno questa mia condizione.
«Accidenti che pompinara che sei! Tua figlia è brava, ma tu lo sei ancora di più! Rallenta il ritmo, perché non voglio sborrare all’istante! Ammetto di aver sognato tante volte di sentire la tua splendida bocca sul mio cazzo!»
Lei se lo sfila, poi si solleva e mi prende per mano; ci spostiamo dallo studio al salotto, vicino al divano e, un attimo dopo, si sdraia sul tappeto e mi invita a restituirle il piacere, che mi ha appena donato.

«Leccami la figa, mentre io continuo a succhiare questo splendido attrezzo!»
Immediatamente mi tuffo tra le sue cosce. Sfilo rapidamente il perizoma già fradicio ed aspiro il profumo che emana la sua ostrica; mi inebria l’odore di cagna in calore, che emana. Faccio scorrere la mia lingua tra le pieghe della sua ostrica e raccolgo umori a profusione, che ingoio e, mentre mi disseto di quel nettare meraviglioso, lei riprende a succhiarmi il cazzo, come se non ci fosse un domani. Imprigiono il suo bottoncino tra le mie labbra e lo succhio con forza, questo provoca in lei un orgasmo, che mi urla, sfilandosi per un attimo il cazzo dalla bocca.
«mhmm… Che porco! Sei veramente un porco: mi stai facendo godere al massimo! Dai, che vengo! Cazzo, mi fai godere! Vengo!»
Improvvisamente la mia bocca si riempie del suo nettare, che sgorga in quantità incredibile ed io lecco, come un cane assetato, mentre lei riprende a succhiarmi il cazzo; mi rendo conto che non posso certo resistere, così mi abbandono al piacere e le sborro in bocca.
«Bevi, troia! Sto sborrando! Mi stai succhiando l’anima!»
Serra con forza le labbra e sento il mio membro imprigionato nella sua bocca, che si sta svuotando, mentre lei deglutisce rapidamente tutta l’ingente quantità di crema che le sto scaricando in gola. Continua a mungere il mio cazzo, mentre io riprendo a leccare la sua fica; con una mano, va ad accarezzare le mie palle, poi, con un dito, mi stimola lo sfintere. Sento spingere una falange dentro il mio culetto e questa sensazione strana, mai provata, fa sì che il mio membro resti meravigliosamente duro. Continua a leccarlo per ancora un po’, poi mi chiede di scoparla.
«Adesso fammelo sentire tutto dentro! Ho voglia di sentire questo cazzo tutto dentro di me!»
Ci sciogliamo dal nostro abbraccio e lei mi fa mettere seduto sul divano, sale sopra di me e, dopo aver impugnato il mio membro, lo indirizza tra le pieghe della sua vulva, si lascia cadere su di me e se lo infila tutto dentro il ventre. Mi caccia anche la lingua in gola, un bacio di una passione travolgente. Inizia un lento, quanto intenso saliscendi sul mio cazzo. Le piace e mi incita a farla godere ancora di più. Inarco un po’ le gambe e prendo a sbatterla da sotto: lei impazzisce dal piacere.

«Sì, così, forte! Dai, spingi, mi stai facendo godere. Lo sento dentro di me…mhmm…spingi… sfondami tutta! Vengo!»
La sua vagina è accogliente e ciò fa capire che, nella sua esistenza, ha preso più di un cazzo e non certo solo quello di Piero. Gode di nuovo ed io sono al limite.
«Daniela sto godendo, non ce la faccio più! Esci, che sborro!»
Lei mi stringe a sé e mi sprona a sborrare.
«Dai, vienimi dentro, sto venendo, riempimi del tuo seme. Dai, sborra che vengo!»
Insieme esplodiamo in un orgasmo simultaneo, da brivido. Mentre stavo sborrando, mi ha baciato in bocca e poi, una volta che ho finito di schizzarle dentro, lei si è sollevata e si è abbassata, a leccarmi il cazzo, ripulendolo alla perfezione.

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