Una brava moglie.



Mi chiamo Anna, ho trentasette anni, sono sposata con Piero, che ne ha due più di me. Abbiamo un figlio di nome Marco, di diciassette anni, anzi ne farà diciotto fra due mesi. Siamo una classica coppia italiana. Lavoro, come cassiera, in un grosso supermercato, mentre Piero, è socio di uno studio di commercialisti. La nostra è la classica vita di persone assolutamente normali: casa, lavoro, qualche amicizia con cui uscire il sabato, ferie sempre con le stesse persone, un figlio che sta crescendo velocemente e con tutte le problematiche che questo comporta. Sentimentalmente ci vogliamo bene. Amo Piero, mio unico uomo, come marito non mi posso lamentare, anche se ormai, il nostro rapporto avrebbe bisogno di una nuova linfa. Sì, c’è sentimento, ma il sesso si è ridotto ad una scopata alla settimana, se va bene. Non è, poi, che lui sia un mostro, in fatto di sesso: mi lecca un po’, lascia che lo succhi, poi mi sale sopra e, quando sente che ho raggiunto l’orgasmo, se ne viene contento e beato. In sostanza è tutto qui, un giochetto di circa quindici minuti al massimo. Non mi son mai lamentata, né intendo farlo ora. Di occasioni per tradirlo, nel mio ambiente, ve ne sono anche troppe, ma io le ho sempre evitate, anche perché, se poi la storia finisce, tu, con quella persona, ci devi continuare a lavorare e ne ho viste davvero tante di cattiverie fra ex. Ho anche avuto alcune occasioni con dei clienti, un po’ troppo galanti, ma non ne ho mai colta una. A volte ho sentito delle colleghe, che avevano un amante, che raccontavano di come lui le sbatteva a mo’ di tappeto e reputavo quei discorsi come cazzate anche troppo esagerate. Piero, dal canto suo, son sicura che mi sia fedele, l’unica cosa che non mi è molto gradita, è il suo socio, Luca, un vero porco! Evito di andar nel suo studio, per il semplice motivo che quel maiale, quando mi vede, fa sempre delle battute che potrebbe tener per sé.
«Che bella moglie che hai, che bel fisico, certo che deve esser magnifica a letto, le sue labbra sono un sogno; ecco, tutte battute di questo tipo.»
Piero sorride divertito, dice che lo fa solo per farmi dei complimenti, ed è questa la sua solita risposta:
«Ma che dici, lei è solo una brava moglie, certe idee non le passano nemmeno per la testa.»
Almeno vorrei capire a quali idee si starebbe riferendo, considerando che non conosco il resto del loro discorso; tutto quello che so è che Luca, non essendo sposato, si è ripassato tutte le segretarie, le tirocinanti che son passate per il loro studio, compresa quella che ci lavora ora, anche se è da poco sposata. Circa due giorni fa, Piero doveva portare la sua auto a fare il tagliando, ma non se lo è ricordato, perché in questi giorni avevano ricevuto un nuovo cliente, molto importante, che gli aveva affidato quasi tutta la sua contabilità. Ero in pausa caffè, quando mi chiama Piero.
«Amore, mi faresti un piacere? Son tre giorni che devo portare l’auto a far il tagliando; mi hanno appena telefonato, da brava, vieni nel mio ufficio, ti do le chiavi e ce la porti tu; tanto è lì a due passi dal tuo lavoro.»
Alle dodici circa, mi presento nel suo ufficio, per prendere la sua auto. Appena arrivata, mi apre la segretaria, che è subito uscita per delle commissioni, indicandomi l’ufficio di Luca, dove erano in riunione con il nuovo cliente. Busso, entro, mi trovo davanti tre maschi che si girano e mi guardano estasiati. Io non mi reputo molto bella, direi normale: alta un metro e settantacinque, capelli lunghi biondi, tenuti legati dietro la nuca a coda di cavallo, occhi azzurri, terza di seno; ho partorito con il cesareo, quindi ventre piatto, il culo direi bello tondo, forse più grande del dovuto. Amo indossare i pantaloni, che reputo molto pratici, ma oggi ho la mia divisa; sto ferma, non mi son cambiata, gonna lunga blu scura al ginocchio, camicetta azzurra, cravatta ed ai piedi delle basse ballerine, che trovo comodissime. Piero fa le presentazioni con il suo cliente, che si chiama Dario. Alto, spalle larghe, un bel maschio, mani grosse, completamente calvo, occhi scuri, che mi scrutano dentro, fin nel profondo dell’anima. Mi sento subito attratta da un simile elemento, farfuglio delle cose quasi senza senso, poi distolgo lo sguardo e chiedo a Piero le chiavi, perché ho fretta e voglio andare a pranzo.
«Potremmo andare anche noi al solito ristorante tavola calda, che c’è qui vicino.»
Propone Luca, con l’assenso degli altri due. Io guardo Piero con occhi di supplica. Avevo intenzione di mangiare una pizza al volo, di girare per il centro commerciale dove lavoro, ho visto i negozi di abbigliamento, che hanno esposto le collezioni estive, avrei voluto gustarmele in santa pace.
«Dai, amore, fa la brava, dai, che ti costa? Tanto devi pur mangiare qualcosa.»
Mi supplica Piero. Faccio un bel sorriso di circostanza ed accetto. Al ristorante vado in bagno a lavarmi le mani e ne approfitto per far pipì. Quando esco, trovo Luca che si lava le mani. Mi sento a disagio. Io e lui soli nel bagno, mi aspetto di tutto. Lui invece mi fa dei complimenti, poi obbietta solo una cosa.
«Dovresti mettere dei tacchi alti, valorizzerebbero ancor più il tuo splendido fondo schiena, credimi, sei molto bella, tuo marito è proprio fortunato ad aver accanto una moglie bella come te.»

È quanto mi dice con tono discreto e galante. A tavola si siede davanti a me, sento i suoi occhi dappertutto. Ho come l’impressione che mi scruti anche dentro i miei pensieri, le sue gambe toccano spesso le mie ed io mi stupisco del fatto che non faccio nulla per spostarle. Quella sera Piero mi ha scopato con molto ardore, cosa assolutamente insolita, mi ha preso anche analmente, è venuto due volte. Gli ho chiesto come mai e la sua risposta è stata che si sentiva eccitato dal fatto che io, durante il giorno, li avevo eccitati, pur senza far nulla di sconveniente per una brava moglie come me. Anche a me erano venuti in mente, sia Dario che Luca; e non nascondo che mi ero eccitata al solo pensiero che mi potessero desiderare, ma questo non l’ho detto a Piero. Da quel giorno, passano due mesi. Marco si è diplomato. Avendo compiuto anche diciotto anni, ci chiede, come premio, di poter passare alcuni giorni al mare, in campeggio con gli amici, in compagnia anche di alcune ragazze tedesche che avevano conosciuto. Dopo mille raccomandazioni, lo facciamo partire. A causa dei suoi esami, quest’anno non avevamo programmato le ferie con nessuno, così ci ritroviamo a dover decidere dove andare. Piero mi parla di un’offerta fatta a lui ed a Luca, da parte di Dario, che possiede una bellissima villa in Corsica.
«Dai, amore, fa la brava, potremmo far le ferie a costo zero. Poi lui ha una moglie, che si dice sia molto brava, sia come moglie che come artista, sembra che dipinga o altro, in ogni caso non ti annoieresti.»
Mi dice questo quasi supplicandomi. Non è che non voglio andare, ma solo l’idea di esser in costume davanti a quei due, mi fa ribollire il sangue, ma poiché sono una brava moglie, alla fine ubbidisco ed accettiamo l’offerta.
Ho giusto il tempo, il giorno prima di partire, di farmi depilare le gambe dall’estetista e, già che sono lì, chiedo se mi può aggiustare anche il mio triangolino. L’estetista mi mostra un recente catalogo con i tagli e le depilazioni più gettonate per l’estate in corso. Vedere tutte quelle fiche nel catalogo, mi fa uno strano effetto: scelgo una depilazione quasi totale, con un triangolino di peli sul monte di Venere e la ragazza, con estrema bravura, trasforma in due K, una al dritto e l’altra al rovescio, che formano una farfalla stilizzata, bellissima! Il giorno dopo, nel tardo pomeriggio, siamo a destinazione. Durante il viaggio con la vettura di Luca, io mi son seduta dietro con disappunto di Piero, che avrebbe voluto che stessi davanti, ma ho preferito esser fuori dal suo sguardo che, da quando mi ha visto, non ha fatto altro che spogliarmi con gli occhi. Dario ci aspetta davanti al cancello della sua villa, una costruzione perfettamente integrata con il paesaggio: un mix di roccia, legno, e vetrate che davano luminosità in ogni ambiente. Appena arrivata, scopro che per i prossimi tre giorni sarò l’unica donna e questo mi mette addosso una certa inquietudine, che, però, non faccio notare. Dopo esserci sistemati e dati una rinfrescata, Dario ci comunica che per la cena ha già prenotato in un bel ristorante giù in paese, quindi ci prepariamo per andar tutti insieme. Mentre mi sto cambiando i pantaloni lunghi, con altri, più corti, Piero mi chiede di indossare una gonna. Lo guardo stupita. C’è qualche cosa che mi sfugge nel suo comportamento negli ultimi giorni. Sono diversi giorni che non facciamo sesso ed io ne avrei di voglia da sfogare, poi, queste ferie così improvvise, con persone che non mi entusiasmano per niente, mi infastidisce non poco. Tutta una serie di situazioni, a dir poco equivoche, ed ora mi chiede di metter una gonna corta, tacchi alti, che guarda caso, mi ha appena regalato; direi che il tutto proprio non mi quadra, non so cosa abbia in mente, ma son curiosa di veder come finisce. A cena mi ritrovo sempre Luca davanti, che mi riempie continuamente il bicchiere di vino, credo che voglia ubriacarmi, cerco di reggere il gioco, ma è dura. Dopo cena, facciamo un breve giro per la città e, poi, decidono di tornare a casa. Credevo volessero passare una serata divertente, invece mi ritrovo sul terrazzo della villa a guardare le stelle ed il mare non molto lontano. Sono girata di spalle a loro, che stanno versando del limoncello in bicchieri gelati. Sento improvvisamente Piero abbracciarmi da dietro, mi bacia la nuca, sa come mi piace; resto alquanto sorpresa nel sentire il suo cazzo premere contro il solco delle mie natiche.
«Amore, rilassati, sono consapevole che da giorni non facciamo sesso, ma, questa sera, vorrei regalarti una nuova emozione»
Mi dice stringendomi a lui.
Mi giro, vedo lo sguardo dei due che, praticamente, mi spogliano con gli occhi. I loro sessi si vedono già duri sotto la leggera stoffa dei pantaloni. Mi desiderano, intuisco appena l’idea che ha Piero e ne rabbrividisco al solo pensiero.
Vorrebbe scoparmi davanti a loro? O, addirittura, con loro? O, da loro?
Resto titubante, lo lascio fare ed egli mi stringe, bacia e, molto lentamente, mi spoglia.
«Amore, lasciati andare, vedrai sarà bellissimo, è tanto che voglio realizzare questa fantasia: te, con tre maschi, e questa mi sembra la serata giusta.»

Mi sussurra, fra un bacio e l’altro.
Sono stupita: mi vuole scopare con loro? Ma si rende conto di quello che chiede? Dovrei far la puttana con loro? Cazzo! È troppo!
«Dai amore, fai la brava, lasciati andare, vedrai quanto godi.»
Mentre parla mi sta masturbando fra le cosce. Sono eccitata e lui lo sa. Non riesco a distogliere i miei pensieri dalla voglia che ho, ma se questo è il suo desiderio, allora vediamo come va a finire. Va bene, devo fare la brava moglie? Ora lo accontento io. Mi lascio spogliare velocemente. Gli altri restano stupiti, immobili. Mi abbasso davanti a Piero, gli tiro fuori il cazzo già durissimo, lo lecco, li guardo, mentre mi osservano a bocca aperta, poi lo infilo fin dentro la gola. Lui ha un lungo gemito di puro piacere. Lecco, succhio un poco, poi di colpo mi alzo, lo prendo con la mano, lo stringo e, nuda, mi avvio verso la camera da letto.
«Se ci dobbiamo divertire, voglio stare comoda.»
Gli dico e, senza girarmi, entro in camera. Quando mi siedo sul letto loro sono già nudi. Vedo e resto sorpresa dalle loro dotazioni. Piero ha una dotazione assolutamente normale, Luca ce l’ha sicuramente più lungo di tutti, mentre Dario è da paura, saranno quasi venti cm, ma di circonferenza è da panico, grosso come il mio polso. Subito Luca mi spinge indietro sul letto, si mette fra le mie cosce e comincia a leccarmi con estrema bravura. Godo, sento che sto per vivere un momento veramente bello. Riprendo quello di Piero in bocca, mentre Dario osserva segandosi, dopo aver appoggiato un ginocchio sul letto. Godo, vengo, tremo per il piacere che mi sta facendo provare. Luca aspetta che mi sia ripresa dall’orgasmo, si distende supino, mi attira su di sé. Piero si mette di lato, mi offre ancora il cazzo da succhiare. Lo lecco, lo sego lentamente, ma con lo sguardo, seguo il lento movimento che Dario sta facendo. Si masturba lentamente, senza perdere mai di vista le mie labbra. Impalata su di Luca, sento che me lo spinge dentro con lentezza, fino a toccare il fondo.
«Accidenti, come la sento stretta! Mi fa impazzire. La voglio godere tutta.»

Dice, inarcando le gambe. Incomincia a scoparmi con dei colpi dal basso verso l’alto, sempre più forti, profondi. Godo, sento il suo palo riempirmi tutta, incomincio a godere senza ritegno. Urlo, incito sempre di più il porco a sfondarmi tutta. Mi sbatte con impeto, non mi risparmia nulla. Piero si distende dietro di me. Sento le sue dita esplorarmi il fiorellino anale, sono eccitata, lo invito a sfondarmi il culo.
«Prendimi, lo voglio nel culo!»
Sono talmente in preda al piacere, che non mi rendo nemmeno conto di quello che dico. Poco dopo lui entra con decisione dentro di me, facendomi impazzire di piacere. Vorrei urlare, ma la voce non esce dalla mia bocca aperta, che è prontamente riempita dalla grossa cappella del cazzo di Dario. Cerco di farlo entrare in bocca, ma, a mala pena, riesco a leccare tutta la punta. Lo stringo con entrambe le mani, lo sego lentamente. Piero si scatena, mi pompa il culo come impazzito.
«Ti sfondo! Ti spacco il culo!»
Luca lo incita.
«Dai spaccale il culo, che poi glielo voglio riempire anch’io. Facciamo divertire questa troia!»
Dario lascia, in silenzio, che essi si scatenino. Si limita a tenermi il cazzo in bocca, io tremo al solo al pensiero di averlo dentro.
Piero affonda un ennesimo colpo, poi sborra dentro di me. Mi scarica dentro un fiume di sborra, che inonda il mio intestino. Gode. Lo sento riempirmi l’ano, poi si sfila, lascia il posto a Luca, che mi si mette dietro, dopo avermi fatto inginocchiare con il viso appoggiato al cuscino: mi penetra, con un colpo secco e deciso.
«Sì, finalmente! Quanto ho desiderato poter infilare questo culo bellissimo!»
Mi pompa con decisione, mentre Piero si mette di lato, mi invita a prendere ancora il suo cazzo in bocca: anche se è venuto, è ancora duro. Lo lecco, succhio tutti gli umori, i residui di piacere che ha, mentre Luca pare impazzito per come mi sfonda il culo.
«Che meraviglia! Tua moglie è proprio fantastica! Mai sfondato un culo così provocante!»
Mi scopa mentre Dario osserva, mi sorride. Luca si scatena, poco dopo sborra dentro di me: anche lui mi riempie il culo di sperma.
«Eccomi sto godendo, nel tuo meraviglioso culetto!»

Mi spinge dentro tutto il suo palo, mentre Pero mi viene in bocca. Bevo, ingoio tutto, mentre sono scossa da un numero continuo di orgasmi, che ora non conto più. Dopo che anche Luca si è sfilato da me, è la volta di Dario che mi prende da dietro. Lo sento entrare deciso dentro la mia fica, che si tende tutta, si dilata al passaggio di quell’ariete, che entra con l’impeto di un toro. Scivola lungo le pareti della vagina, le apre, le dilata, come se fossi ancora vergine. Fortunatamente gli orgasmi provati mi hanno ben lubrificato, ma appena gli sento battere con forza la cappella sul collo dell’utero, vengo gridando, scossa da un fremito quasi avessi ricevuto una scarica elettrica. Vibro come la corda di un violino. Mi sembra di svenire, da quanto piacere sento. Le gambe cedono, lui prontamente mi afferra per i fianchi, mi sorregge, comincia a pomparmi ad un ritmo costante, continuo, mi sfonda ed io vengo a ripetizione.
«Accidenti che fica stretta! Piero, tua moglie è una favola! Me la voglio scopare tutta! È proprio brava, mi fa impazzire!»
Mi scopa a lungo. Mentre gli altri si lasciano succhiare a turno, poi cambia, si distende, mi fa impalare su di lui. Godo, lo sento dentro la pancia. Mi distendo su di lui e, a quel punto, Luca si appoggia dietro, mi vuole di nuovo inculare. Cerco di dissuaderlo, ma lui è inesorabile ed ha anche il sostegno di Piero, che cerca di convincermi a prenderlo dentro.
«Dai, amore, fa la brava, vedrai che una doppia così ti farà impazzire.»
Non mi lascia nemmeno replicare, che mi infila il suo cazzo in bocca, mentre Dario si ferma un momento per permettere a Luca di entrarmi dietro. Sento che mi apre il culo. Provo un po’ di dolore, ma il nuovo affondo di Dario, mi porta subito a una tale vetta di piacere, che credo di svenire. Godo, vorrei urlare, ma ho la bocca piena. Mi scopano insieme per un tempo infinito, godo, vengo come mai in vita mia. Poi insieme, Luca e Piero sborrano ed escono da me. Dario mi rigira, mi posiziona distesa di lato, mi incula senza che io quasi me ne renda conto. Mi afferra i seni, mi sfonda il culo. Alla fine viene pure lui, con una dose massiccia di sborra, che mi inonda totalmente: un autentico clistere di sperma.
«Sei meravigliosa, mai avevo trovato una donna che lo prende come te. Piero, tua moglie, è meravigliosa: Eva, mia moglie, ne sarà entusiasta.»
Mi dice, mentre malferma sulle gambe, vado in bagno per lavarmi. Nei tre giorni successivi, devo far fronte a tanto sesso. Godo, mi scopano, in continuazione. Più di tutti è Dario. Sembra insaziabile. Mi prende anche tre volte al giorno, in ogni posto, modo o buco, sembra non averne mai abbastanza. Poi torna Eva. Appena dentro casa, mi viene incontro spogliandosi nuda davanti a tutti noi, mi abbraccia, incolla le sue labbra sulle mie in perfetto un bacio saffico. Sento le sue mani accarezzarmi, mentre la sua lingua, entra di prepotenza dentro la mia bocca e subito si intreccia con la mia, in una danza molto erotica. Dopo un momento di stupore, rispondo al bacio e, languidamente, mi eccito. Per me è la prima volta che bacio una donna, ma con lei mi sento subito a mio agio. Eva è bella, alta come me, mora, occhi neri, pelle leggermente ambrata, è di origine brasiliana. Magra, dalle tette piccole, una prima non di più, ha le mani lunghe, dita sottili, unghie lunghe laccate di un rosso vivo molto erotico.
«Finalmente ti conosco. Dario mi ha tanto decantato la tua capacità di godere appieno della sua super dotazione, che morivo dalla voglia di conoscerti.»
Il resto della vacanza è tutto sesso. Fra noi due, però, s’instaura una meravigliosa amicizia. Eva è profondamente lesbica. Ama Dario. Con lui, ha raggiunto una perfetta intesa sessuale, lui può scopare chi vuole a patto che poi Eva possa leccare, la sborra che esce dai buchi che lui riempie. Non accetta che i maschi la penetrino, al massimo sopporta solo le carezze del marito, nulla di più di tutto quello che è uomo. Apprezza e gradisce le mie inesperte carezze che, a mezzo dei suoi insegnamenti, diventano un vero piacere. Una tale intesa mi porta ben presto a godere come non mai: prima lui mi sfonda, poi lei mi lecca; mi procura un piacere sicuramente diverso, più dolce, sottile, come solo una donna sa di farti provare. Tornati in città, la nostra amicizia diventa vero amore. Lei mi telefona o viene a trovarmi, tutti i giorni. Anche il sesso, fra noi due diventa sempre più esclusivo, anche se, a volte, coinvolge anche Dario, mentre Luca, dopo aver goduto, durante le ferie, del mio corpo, sembra appagato. Sempre più spesso, divento ospite del letto di Dario ed Eva. Impazzisco fra le loro braccia. A volte sono così stanca, che non ho le forze per tornare a casa, come questa sera, che, complice anche la presenza di un amico loro, anch’esso molto dotato, mi hanno stremato e fatto godere tantissimo. Non ho voglia di tornare a casa, quindi chiamo Piero:
«Caro, son distrutta, questi due tori mi hanno sfondato tutti i buchi, poi Eva mi ha fatto impazzire con la sua lingua fantastica. Non ho la forza di tornare. Sì, lo so, che ti avevo promesso che sarei tornata ed avremmo fatto l’amore, ma cerca di capire: sono sfinita. Non avrei la forza di farti nemmeno una pompa da quanto mi fa male la bocca, quindi, fa il bravo marito: per questa sera, fatti una sega.».

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